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lunedì 11 luglio 2011

libertà negata

il 31 luglio del 2009 tre ragazzi (una coppia e un loro amico) sono stati presi prigionieri sulle montagne dell'Iran mentre facevano escursionismo perchè scambiati per delle spie del governo americano. lei insegnante di inglese, lui giornalista free lance, si erano trasferiti in Siria per vivere.
fino ad ora è stata rilasciata solo la ragazza, Sarah, il 14 settembre 2010, dopo essere stata in isolamento senza la possibilità di vedere il suo ragazzo o il suo amico, di scrivere alla sua famiglia o di poter chiamare qualcuno per molto tempo.
una delle poche volte che le guardie hanno permesso ai ragazzi di vedersi, Shane (il fidanzato di Sarah)  ha chiesto a Sarah di sposarlo costruendole un anello di fili di foglia intrecciati.
da quando è tornata a casa Sarah sta facendo di tutto per far si che le autorità iraniane liberino i ragazzi, imprigionati senza avere alcuna colpa.
questa è una lettera che Sarah ha scritto a sua madre mentre era prigioniera:


If I wake up today with someone I love in my arms it’s because someone
once taught me how to love and be loved.
If I yell when I’m angry, cry when I’m sad and laugh uncontrollably
for no reason at all it’s because someone has shown me that’s it’s
alright to feel and when we feel we should listen.
If I know right from wrong and live my life accordingly it is because
I have never been alone in my convictions, year after year I’ve
observed someone close to me with the courage to do the same.
If I can enjoy the good things in life, the fresh vegetables and
books, the sweet simplicity of the desert, the good, hard, climb, it
is you I have to thank for sharing them with me.
You let me run free, trusted me with your deepest secrets, you didn’t
try to hide the wisdom and the pain of the world from me, you showed
me how to carry a burden gracefully, how to stop listening when people
have nothing good to say, how to goof off, how to say sorry, how to
forgive, how to change.
Somethings in life don’t come easy, we have to struggle very hard. But
other things were given to us as gifts we didn’t have to earn, someone
else worked for them, provided for them, safeguarded them from the
world around. Thar person is you.
I’ll never forget that that person is you.

martedì 2 novembre 2010

tiè



" Ci sono italiani di molti tipi: alti, bassi, biondi, bravi, cattivi. 
Come i cinesi.
Però loro sono un po' ignoranti, non lo sanno.
Loro pensano che tutti i cinesi sono uguali
 perchè non hanno viaggiato come me."


Tong, 9 anni, Cina

venerdì 15 ottobre 2010

ai figli della luna

 Non mi è ancora ben chiaro cosa fare con questo blog: 
ormai non sono più nella situazione che mi ha spinto a crearlo, non ho più contatti così frequenti con persone così diverse da me.
d'atra parte mi è piaciuto molto scriverci, mi piace scrivere e raccontare, mi piace ascoltare storie diverse, mi piace riflettere,  far riflettere e divertire chi capita di qui (spero qualche volta di riuscirci)e soprattutto la diversità la si vive ogni giorno senza dover per forza convivere con una ragazza Senegalese e una Rumena.
Quindi può essere che continuerò ogni tanto a scrivere qualcosa quando mi sento ispirata (il che succede con una frequenza molto poco regolare).
bene, ora mi sento ispirata e per questo vi racconterò quello che mi è successo martedì sera (e se questa non è diversità..!):


martedì sera ho lavorato a bar Teatro durante la serata dell'Arcigay (ndr Arcigay è un'associazione di promozione sociale. Lo scrivo perchè,magari non tutti sanno, come me, cos'è precisamente -prima di informarmi pensavo fosse un partito- ):  l'anno scorso le serate venivano organizzate ogni settimana al bar Dublino, quest'anno si volgono tutti i martedì a Bar Teatro -per chi fosse interessato-.
Sapevo che sarebbe stato 'interessante' e divertente, ma non avevo molta idea di come si sarebbe svolta la serata.
i primi arrivano verso le dieci: sono tre ragazzi, tutti visibilmente gay, uno di questi estremamente altezzoso e piuttosto antipatico (dico, mica sei l'unico gay sulla facciao della terra!!), e una ragazza. Ecco, per quel che ho visto quella sera, le ragazze lesbiche sono molto difficili da individuare, al contrario dei ragazzi.
Salutano -tutti tranne l'altezzoso- e Incominciano ad addobbare con molta cura e precisione la saletta:bandiere dell'Arcigay, palloncini, volantini e preservativi siu tavoli ( non è per niente una cattiva idea se ci pensate distribuire alle feste preservativi gratuiti). 
piano piano arrivano anche altri ragazzi e ragazze e un gruppo di questi si mette a un tavolino per parlare di politica:
uno di loro (che ho scoperto essere il socio fondatore di Arcigay Pavia) stava parlando di una proposta da mandare all'associazione e tutti erano molto infervorati e coinvolti nella discussione.
il bar intanto si riempie  di personaggi 'tranquilli', si ride e si scherza ( un ragazzo mi chiede -sei la nuova cameriera?- e io -si, almeno per stasera- e lui -ma accidenti, noi volevamo un bel maschietto vero ragazzi??- risposta -SIIIIIII- e vabbè dai, sei carina, ci accontentiamo!), niente di particolare fino a quando non ci rimango secca quando vedo il tipo altezzoso mano nella mano con una stangona mora:
si avvicinano a me, li guardo bene e..la stangona mora era un ragazzooooooooo -oltre che il/la festeggiato/a.
la serata è andata bene, non ci sono stati problemi a parte qualche momento di crisi nel momento in cui mi dovevo rivolgere ai travestiti("di chi è il cocktail?" mi è stato chiesto, ho risposto 'della ragazz..del ragazz....è lei che, no lui..ehm, è SUOOO"!)ho captato qualche conversazione interessante ( una ragazza dice a un altro Trans: ma uffa, è da tanto che no mi consideri! lui le risponde- tesoro, cosa ti aspetti, che degni di attenzione qualcuno dotato di utero e ovaie?!- oppure una ragazza che raccontava di come sia indifferente per lei andare con uomini piuttosto che con donne),  li ho sentiti dire 'non dobbiamo avere paura, dobbiamo farci conoscere e farci sentire!' - a Pavia in effetti si vedono diversi omosessuali in giro ma si sa ben poco di loro-, ho scoperto che a pavia esiste il collettivo Universigay (vedi sito www.universigay.com ) e che di recente c'è  stato un episodio spiacevole in università:
il collettivo aveva appeso dei volantini intitolati 'l'università dei gay' modificati da qualcuno di passaggio che ha   scritto froci al posto di gay e 'W la trifola altro che i culattoni'.
ok, la frase fa ridere -più che altro trovo che trifola sia un simpatico termine- però effettivamente ragazzi, deve essere difficile. deve essere difficile essere qualcuno e aver paura di essere ciò che si è perchè gli altri non ti accettano.
ho dato anche un'occhiata al sito di universigay e ho letto le storie di alcuni ragazzi gay che si sono suicidati perchè si sentivano respinti. è agghiacciante.

questo è il video su telepaviaweb di quello che è successo se vi interessa:

e chi non sa a cosa si riferisce il titolo lo  può capire cliccando su questo link: http://www.youtube.com/watch?v=rBFeCMlyUgw&feature=related