purtroppo la costanza nelle cose di cui non sono sicura al 100% non è una mia caratteristica e per di più forse vivo un momento di aridità d'animo (anche se mi auguro proprio di no).
in ogni caso, dopo qualche girono di assenza finalmente ho convinto le mie dita a digitare un pensiero che mi frullava in testa:
cosa spinge così tante persone a fare un blog, a scrivere cose più o meno personali, a comunicare con una foto piuttosto che con una canzone?
o meglio, la domanda successiva è:
perchè in molti sono spinti da una certa voglia, ansia, volontà di mettersi, ognuno a modo suo, un po' a nudo su Internet, sotto gli occhi di tutti?
perchè?
Secondo me, innanzitutto è una questione di Ego:
scrivere un blog è un po' come guardarsi allo specchio. se sei vestita bene, o se hai scritto qualcosa che ti piace, ti specchi sempre di più, ti esalti e sei anche più sicura di te:
profilo dx, profilo sx, di schiena, vediamo in quanti mi hanno commentato il post etc etc.
ma poi forse la cosa principale che sta alla base di questa..moda? è che probabilmente non ci sentiamo abbastanza ascoltati.
scrivere è un po' un modo per dire: ehi, ci sono anche io!! passa per di qua, senti un po' cosa ho da dirti oggi.
se potessi mettere una vignetta, disegnerei un bambino con il dito in bocca che tira la gonna della mamma quando questa non gli sta dando attenzioni.
o forse siamo meno capaci di farci conoscere.
oppure non ci stiamo poi così bene in un mondo pieno di stereotipi, di regole, di buone maniere e di persone che continuano a dirci come dovremmo essere o cosa dovremmo fare.
non sto dicendo che sia un problema unicamente dell'individuo che gira a spasso nel ventunesimo secolo.
oggi però c'è molta più fretta, si fanno molte più cose, si è sempre più incentrati su sè stessi e meno sugli altri.
la mia risposta a un 'perchè un blog?' è:
il blog l'ho iniziato quando avevo molte storie da raccontare (vedi etichetta poland) perchè volevo condividere tutto quello che stavo imparando su ragazzi della mia stessa età ma di paesi diversi.
tutto qua, era volontà di condivisione.
beh, mi è sempre piaciuta l'idea di tenere un blog, di scriverci, di appuntare cose che mi passavano per la testa.
per questo poi ho deciso di continuare a tenerlo ( anche se non ne sono molto convinta.)
e ora?
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
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domenica 12 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
un altro mondo
chissà dove finiscono tutte le parole non dette, i pensieri non espressi, le poesie non scritte, le storie non raccontate, i bambini non nati, i caratteri non svelati, i segreti rimasti tali, quello che nascondono le mezze verità, gli sguardi abbassati, le risate soffocate, le lacrime trattenute..
ci si potrebbe costruire un altro mondo.
e forse sarebbe anche più vero.
ci si potrebbe costruire un altro mondo.
e forse sarebbe anche più vero.
mercoledì 17 novembre 2010
Per mano
si avvicina una bambina, è titubante e piccola. tu non sai perchè ma non le sorridi, non ci riesci. i bambini ti piacciono, ti fanno sorridere e ti scatenano un moto di tenerezza interiore, ma lei no.
cosa vuole questa bambina?
è seria, non parla e non chiede.
se tu le sapessi leggere negli occhi, se tu sapessi interpretare i piccoli e incerti movimenti delle mani lo capiresti.lei vuole correre, vuole prenderti per mano e correre insieme a te. e allora l'atmosfera si fa chiara e brillante, c'è del verde, forse sei su un prato e insieme con lei ti senti libera.
e correte.
lunedì 8 novembre 2010
veloce veloce
sono di fretta ma mi sento in colpa perchè è tanto che non scrivo quindi vi mando il link della canzone che sto ascoltando in quest giorni:
molto suggestiva, se vi capita leggete anche il testo!(testo e traduzione)
io quando l'ascolto mi immagino una donna che sorseggia del vino e un uomo dalla voce calda che la invita a ballare durante una sera un po' elegante ( ma non snob e noiosa: elegante nel modo giusto e frizzantina): l'atmosfera è accogliente, calda, vi sono molte luci, e vedo anche il colore giallo.
take this waltz by Leonard cohen
"And you’ll carry me down on your dancing
to the pools that you lift on your wrist –
O my love, O my love
Take this waltz, take this waltz,
it’s yours now. It’s all that there is”.
molto suggestiva, se vi capita leggete anche il testo!(testo e traduzione)
io quando l'ascolto mi immagino una donna che sorseggia del vino e un uomo dalla voce calda che la invita a ballare durante una sera un po' elegante ( ma non snob e noiosa: elegante nel modo giusto e frizzantina): l'atmosfera è accogliente, calda, vi sono molte luci, e vedo anche il colore giallo.
take this waltz by Leonard cohen
"And you’ll carry me down on your dancing
to the pools that you lift on your wrist –
O my love, O my love
Take this waltz, take this waltz,
it’s yours now. It’s all that there is”.
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venerdì 29 ottobre 2010
D&D: destino e DNA
destino: c'è chi crede, chi no, e chi sceglie una via di mezzo (io per esempio credo che per una certa parte l'uomo sia artefice del suo destino ma che altre cose siano totalmente fuori dalla sua portata: puoi cercare di evitare di scivolare su bucce di banana stando attento a dove metti i piedi ma se uscendo di casa ti capita che un uccello ti faccia la cacca in testa o sulla tua giacca nuova..beh, lì non ci puoi far nulla).
vogliate scusarmi se ora adotterò un punto di vista totalmente femminile, ma questo discorso ve lo tiro fuori dopo aver confrontato storie che riguardano donne.
ho insomma notato che, in più di un caso, le esperienze vissute dalla madre capita che siano vissute, più o meno alla stessa età, anche dalla figlia (a volte ingnara del fatto che siano successe anche alla propria madre.)
N.B. non parlo di cose che riguardano quella 'porzione di destino' che potrebbe essere gestita dal nostro arbitrio:
sono per lo più avvenimenti che non possiamo controllare, e che in alcuni casi, se si potesse, le figlie eviterebbero volentieri di vivere a loro volta.
la domanda di oggi è, appunto: quanto conta il DNA quando si parla di destino?
è possibile che il nostro bagaglio ereditario sia in grado di influenzare il nostro futuro?
possiamo fare qualcosa per scrivere la nostra vita con nuovo inchiostro e su pagine nuove, o invece siamo inconsapevolmente costretti a ricalcare vecchi stampi?
sabato 25 settembre 2010
paradosso
è incredible quanta Vita ci sia quando si è vicini alla Morte.
ho avuto modo di vivere tre giorni pesanti ma forse anche tra i più intensi e belli della mia vita e ho visto NASCERE della nuova vita da ciò che per ognuno significa FINE(per lo meno qui, sul pianeta Terra):
ho sentito moltissimo affetto in numerosi abbracci, ho visto nascere nuovi rapporti, persone lontane che in poco tempo si sono ritrovate vicine, bimbi nascere, mani rovinate e attaccate a una flebo che mi stringono, che non vogliono mollare, occhi affamati di vita, corde vocali che vogliono parlare, che ci provano e alla fine riescono a tirar fuori qualche cosa, occhi disperati che riflettono la sensazione di impotenza di una persona costretta in un letto di ospedale.
ho visto lacrime, ho visto carezze, ho visto ultimi baci.
io non so in cosa credo, non so se credo nel Paradiso piuttosto che nell'Inferno, ma credo che qualcosa ci deve essere per forza perchè ho sentito dentro di me e mi sono sentita io stessa all'interno di una grandissima spirale di energia, amore e Vita davanti alla Morte.
ndr :devo essere sincera: anche solo scrivere, senza dire ad alta voce la parola Morte mi sembra di scrivere una parola molto violenta, che potrebbe irrigidire qualcuno nella lettura di questo post (me stessa compresa). questo penso sia dovuto al fatto che e non parlo mai di Morte.
la scena dell'ultimo bacio che ho visto io non la scorderò mai
ho avuto modo di vivere tre giorni pesanti ma forse anche tra i più intensi e belli della mia vita e ho visto NASCERE della nuova vita da ciò che per ognuno significa FINE(per lo meno qui, sul pianeta Terra):
ho sentito moltissimo affetto in numerosi abbracci, ho visto nascere nuovi rapporti, persone lontane che in poco tempo si sono ritrovate vicine, bimbi nascere, mani rovinate e attaccate a una flebo che mi stringono, che non vogliono mollare, occhi affamati di vita, corde vocali che vogliono parlare, che ci provano e alla fine riescono a tirar fuori qualche cosa, occhi disperati che riflettono la sensazione di impotenza di una persona costretta in un letto di ospedale.
ho visto lacrime, ho visto carezze, ho visto ultimi baci.
io non so in cosa credo, non so se credo nel Paradiso piuttosto che nell'Inferno, ma credo che qualcosa ci deve essere per forza perchè ho sentito dentro di me e mi sono sentita io stessa all'interno di una grandissima spirale di energia, amore e Vita davanti alla Morte.
ndr :devo essere sincera: anche solo scrivere, senza dire ad alta voce la parola Morte mi sembra di scrivere una parola molto violenta, che potrebbe irrigidire qualcuno nella lettura di questo post (me stessa compresa). questo penso sia dovuto al fatto che e non parlo mai di Morte.
"l'ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l'eroico coraggio di un feroce addio
Magica quiete velata indulgenza
dopo l'ingrata tempesta
riprendi fiato e con intenso trasporto
celebri un mite e insolito risveglio
Mille violini suonati dal vento
l'ultimo abbraccio mia amata bambina
nel tenue ricordo di una pioggia d'argento
il senso spietato di un non ritorno"
la scena dell'ultimo bacio che ho visto io non la scorderò mai
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