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mercoledì 17 novembre 2010

Per mano



questa sabbia è bagnata e scura, i talloni sprofondano.
si avvicina una bambina, è titubante  e piccola. tu non sai perchè ma non le sorridi, non ci riesci. i bambini ti piacciono, ti fanno sorridere e ti scatenano un moto di tenerezza interiore, ma lei no.
cosa vuole questa bambina?
è seria, non parla e non chiede.
















se tu le sapessi leggere negli occhi, se tu sapessi interpretare i piccoli e incerti movimenti delle mani lo capiresti.
lei vuole correre, vuole prenderti per mano e correre insieme a te. e allora l'atmosfera si fa chiara e brillante, c'è del verde, forse sei su un prato e insieme con lei ti senti libera.
e correte.



venerdì 29 ottobre 2010

D&D: destino e DNA





destino: c'è chi crede, chi no, e chi sceglie una via  di mezzo (io per esempio credo che per una certa parte l'uomo sia artefice del suo destino ma che altre cose siano totalmente fuori dalla sua portata: puoi cercare di evitare di scivolare su bucce di banana stando attento a dove metti i piedi ma se uscendo di casa ti capita che un uccello ti faccia la cacca in testa o sulla tua giacca nuova..beh, lì non ci puoi far nulla).


vogliate scusarmi se ora adotterò un punto di vista totalmente femminile, ma questo discorso ve lo tiro fuori dopo aver confrontato storie che riguardano donne.
ho insomma notato che, in più di un caso, le esperienze vissute dalla madre capita che siano vissute, più o meno alla stessa età, anche dalla figlia (a volte ingnara del fatto che siano successe anche alla propria madre.)
N.B. non parlo di cose che riguardano quella 'porzione di destino' che potrebbe essere gestita dal nostro arbitrio:
sono per lo più avvenimenti che non possiamo controllare, e che in alcuni casi, se si potesse, le figlie eviterebbero volentieri di vivere a loro volta.

la domanda di oggi è, appunto: quanto conta il DNA quando si parla di destino?
è possibile che il nostro bagaglio ereditario sia in grado di influenzare il nostro futuro?
possiamo fare qualcosa per scrivere la nostra vita con nuovo inchiostro e su pagine nuove, o invece siamo inconsapevolmente costretti a ricalcare vecchi stampi?

martedì 19 ottobre 2010

labirinto

sono un paio di estati  che all'improvviso mi viene voglia  di poesia e quindi mi compro delle raccolte di testi poetici.
l'anno scorso è stata la volta di Hikmet, quest'estate è toccato a Saramago: avevo visto nel porto di Piombino appena prima di imbaracarmi per l'Isola d'Elba una ragazza che mi aveva affascinata molto:
era vestita sportiva, scarpa comoda e consumata ai piedi e mega zainone sulle spalle. per me le vacanze erano inziate il giorno stesso e vedere quella ragazza mi ha fatto sentire ancora di più la voglia di viaggiare, di rilassarmi, di vivere come viene, di fare un tipo di viaggio che spero di fare presto ma che non ho ancora avuto modo di fare.
il particolare più bello del'abbigliamento della ragazza era proprio un libro di Saramago:
un po' ingiallito, stropicciato, vissuto e incastrato nella retina posteriore dello zaino.
mi sono detta 'devo cercare di capire qualcosa di più su questo Saramago'  e poi è finita che mi sono comprata le sue poesie.
il bello della poesia -come delle belle canzoni- è che ti capita di leggere più volte una stessa poesia e ogni volta ti sembra di afferrare un significato diverso, sentire qualcosa di diverso.
una volta  mio nonno, in un suo momento di lucidità, mi ha parlato, mi ha osannato la poesia  ed è stato davvero emozionante -'emozionante' mi sembra un aggettivo da fighetta ma per il momento non trovo niente di meglio per descrivere quello che è stato per me sentire mio nonno dire quello che ha detto-:
gli brillavano gli occhi, ripeteva a memoria 'tanto gentile e tanto onesta pare', mi spiegava la musicalità di 'she dwelt among untrodden ways', e io ero completamente rapita.
quindi oggi vi regalo questa poesia: la prima volta che l'ho letta ero in Polonia e alla fine ho detto WOW.
Ero proprio WOW.
dopo averla letta ho pensato alla persona a cui l'ho dedicata qualche giorno fa. il suo titolo è 


LABIRINTO


in me ti perdo, notturna apparizione,
nel bosco degli inganni, nell'assenza,
nel nebbioso grigior della distanza,
nel lungo corridoio di porte false.


dal tutto si fa il nulla, e questo nulla
di un corpo vivo subito si popola,
come isole che fluttuanonel sogno,
brumose, nel ricordo rinnovato.


In me ti perdo, dico, se la notte
sulla mia bocca colloca il suggello
dell'enigma che, detto, si ravviva 
e s'avvolge in spire di segreto.


nei giri e nei rigiri che m'adombrano,
nell'andare a tentoni a occhi aperti,
qual è del labirinto l'ampia porta,
dove il raggio del sole, i passi certi?


in me ti perdo, insisto, in me ti sfuggo,
in me fonde il cristallo e si frantuma,
ma quando il corpo cede alla stanchezza
in te mi vinco e salvo, in te mi trovo.




José de Sousa Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, poeta e critico letterarioportoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.
tra l'altro ho scoperto che teneva pure un blog dove scriveva costantemente.[ndr: Dalle sue pagine aveva anche contestato il premier italiano Silvio Berlusconi per la sua politica e per questo la casa editrice Einaudi (Gruppo Mondadori) annunciò che non avrebbe pubblicato la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno. ]

sabato 25 settembre 2010

paradosso

è incredible quanta Vita ci sia quando si è vicini alla Morte.


ho avuto modo di vivere tre giorni pesanti ma forse anche tra i più intensi e belli della mia vita e ho visto NASCERE della nuova vita da ciò che per ognuno significa FINE(per lo meno qui, sul pianeta Terra):
ho sentito moltissimo affetto in numerosi abbracci, ho visto nascere nuovi rapporti, persone lontane che in poco tempo si sono ritrovate vicine, bimbi nascere, mani rovinate e attaccate a una flebo che mi stringono, che non vogliono mollare, occhi affamati di vita, corde vocali che vogliono parlare, che ci provano e alla fine riescono a tirar fuori qualche cosa, occhi disperati che riflettono la sensazione di impotenza di una persona costretta in un letto di ospedale.
ho visto lacrime, ho visto carezze, ho visto ultimi baci.


io non so in cosa credo, non so se credo nel Paradiso piuttosto che nell'Inferno, ma credo che qualcosa ci deve essere per forza perchè ho sentito dentro di me e mi sono sentita io stessa all'interno di una grandissima spirale di energia, amore e Vita davanti alla Morte.


ndr :devo essere sincera: anche solo scrivere, senza dire ad alta voce la parola Morte mi sembra di scrivere una parola molto violenta, che potrebbe irrigidire qualcuno nella lettura di questo post  (me stessa compresa). questo penso sia dovuto al fatto che e non parlo mai di Morte.






"l'ultimo bacio mia dolce bambina 
brucia sul viso come gocce di limone 
l'eroico coraggio di un feroce addio 


Magica quiete velata indulgenza 
dopo l'ingrata tempesta 
riprendi fiato e con intenso trasporto 

celebri un mite e insolito risveglio 
Mille violini suonati dal vento 
l'ultimo abbraccio mia amata bambina 
nel tenue ricordo di una pioggia d'argento 
il senso spietato di un non ritorno" 



la scena dell'ultimo bacio che ho visto io non la scorderò mai

mercoledì 15 settembre 2010